Table of Contents Table of Contents
Previous Page  10 / 92 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 10 / 92 Next Page
Page Background

10

ideaSPORT

Luglio 2019

Cosa significa passare dalla 20 alla 50 km? Cosa

devi aggiungere in più?

«Devo aggiungere sicuramente i chilometri! (ride).

Ho affrontato questa esperienza con tanta motivazione.

Avevo fatto la 20 e le ultime gare non erano andate

benissimo. Anche dopo l’ultima squalifica, per me è

stato come rimettermi in gioco. Nella nuova distanza e

disciplina. L’ho presa come un’avventura. In gara mi

sembrava un’impresa. Fare 50 km, se ci penso, sono

veramente tanti e soprattutto a piedi (ride). Quindi ho

aggiunto certamente i chilometri e ho messo tanta

passione. Impegno. Determinazione. Dopo la squalifica

e i risultati non positivi sulla 20 km, avevo voglia di

rimettermi in gioco».

La tua squalifica è arrivata agli Europei

«Si... poi non ero stata bene la settimana precedente e

avevo avuto una infezione alle vie urinarie. Mi ero

allenata molto bene. Ma ho dovuto prendere degli

antibiotici. Per noi atleti è peggio. Mi hanno buttata giù.

E ho ripreso ad allenarmi per questa 50 km. Avevo

paura. Non nei confronti della distanza, ero già abituata

a farne tanti. In gara, in quell’ora in cui ho messo il

pilota automatico... secondo me c’era anche un po’ di

paura. La mia prima 50. C’era l’incognita. Avevo fatto

solo maratone da 42 km. Non interi da 50. Non sapevo

cosa sarebbe accaduto dopo».

Sono quegli 8 chilometri in più di buio che

spaventano?

«Esatto. Non avrei saputo come affrontarli».

Lo sport, si dice, sia una metafora della vita. Tu hai

vissuto l’incognita dei 50 chilometri. Tante persone

devono affrontare dei percorsi difficili

e non sanno come andrà. Senti che in

qualchemodo siete esempi da seguire

e potete aiutare le persone?

«Lo sport è certamente metafora della

vita. Quello che mi ha insegnato in

questi anni è combattere e affrontare i

momenti difficili. Da fuori si vedono i

momenti belli... della vittoria. Ma dietro

ci sono i momenti dei sacrifici e degli

allenamenti. Mi ha insegnato che quando le cose non

vanno bene, bisogna rialzarsi sempre con più

determinazione. Affrontare le sfide con il sorriso.

Una mia caratteristica. Io mi ritengo fortunata. Faccio

fatica, ma quando faccio le gare mi viene da sorridere.

Sono positiva».

partire io personalmente ho deciso di adottare questa

strategia. I tempi con il cronometro li prendevo ogni 5

km. Prima di partire ho pensato di affrontare in questo

modo la gara. Pensando di trovarmi nel mio Parco Trenno

milanese. Mi sono portata la mia quotidianità in gara».

E poi hai vinto...

«Ho fatto la gara da sola. Sono partita anche davanti

ad altre atlete che avevano più esperienza di me. La

spagnola e la portoghese, che era stata

campionessa europea e mondiale. Volevo

affrontare la gara in questo modo. Se poi

le altre avessero voluto seguirmi... sarebbe

andato comunque bene. Però non volevo

essere io a subire la gara, ma farla con le

mie sensazioni. Poi sapevo che stavo

bene. Mi ero allenata bene. Sono partita

in testa, ma la vittoria non era scontata.

Forse alcuni pensano che quando sono

passata dalla 20 alla 50 km, siccome andavo forte sulla

20, sarebbe stato così anche per la 50. In realtà, non è

così. Non è detto che poi vinca il più forte. Non c’è

niente di scontato. Ci sono stati tanti mesi di allenamento

e di lavoro dietro che mi hanno dato la sicurezza, per

affrontare la gara in quel modo».

Lo sport è certamente

metafora della vita.

Quello chemi ha

insegnato in questi

anni è combaere

e affrontare

i momenti difficili

Campione

L’angolo del