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ideaSPORT

Luglio 2019

Hai amici o amiche di tui gli altri sport?

«Diversi. Ci consigliamo. Nel pattinaggio conosco

Valentina Marchei

. Nel triathlon ero in camera con

Annamaria Mazzetti

. Ogni tanto capita che ci

sentiamo. Seguiamo le nostre gare. In sport diversi è

difficile scambiarsi consigli, ma ci sentiamo».

Sei un’atleta delle Fiamme Azzurre. Qual è il tuo

pensiero?

«Sono fortunata. Posso fare quello che amo grazie

alle

Fiamme Azzurre

. Hanno sempre creduto in me.

Nel lontano 2010. È grazie a loro, se posso fare

quello che amo».

L’emozione più bella vissuta in carriera qual è

secondo te?

«Le Olimpiaidi di Londra. Prima Olimpiade, respiravo

quest’atmosfera magica. Me la porto nel cuore. Una

delle mie gare più belle. Perché era la mia prima gara

nelle assolute. Partecipavo con atlete che fino a quel

momento avevo visto in tv, mi sembrava una cosa

straordinaria. Olimpiade e atleti:

me la ricordo come se fosse ieri».

E hai conquistato anche un

record personale sulla distanza.

«Ero scesa. Record personale.

Senza medaglia. Ma una delle

mie

prime

esperienze

internazionali. Ero proprio

giovane, non avevo pressioni,

volevo migliorarmi... mi sono

goduta tutto. Mi sono divertita».

Sei stata anche una studentessa universitaria.

Vorresti restare nello sport dopo che avrai smesso

la carriera?

«Mi sono laureata alla Bocconi e ho un Master in

Marketing e Management dello Sport

. Mi piace

seguire lo sport. Mi piacerebbe andare avanti ancora

molti anni nella mia carriera. Mi piacerebbe viverlo

e godermelo anche da un’altra prospettiva. Mi sono

resa conto che dietro un evento sportivo c’è veramente

un enorme macchina organizzativa impressionante.

Ho sempre dato per scontato trovare cose e in questi

anni ho capito che niente è scontato. Immagino la

fatica dietro, lo vedo da fuori, la puntualità e

l’organizzazione lo guardo con un occhio da atleta,

ma anche da organizzatrice, speriamo accada tra 20

anni.

n

Qual è stata la prima cosa che ti hanno deo sul

traguardo ad Alytus?

«A bordo strada c’erano

Giovanni Perricelli

, il mio

allenatore, e il direttore tecnico azzurro

Antonio La

Torre

. Non so chi dei due mi abbia detto che avevo

fatto il record europeo, ma me l’hanno urlato (

ride

). Poi

quando sono salita sul podio, ho cantato l’Inno italiano

con il cuore. Insieme agli italiani che erano lì. Se ci

penso ho i brividi. Il primo pensiero è che se mi

sedevo non mi rialzavo più (

ride

)... ero contenta

ma ho guardato la strada e ho pensato agli atleti

che si buttano in strada quando vincono, se lo

avessi fatto pure io non mi sarei mai più alzata,

sono rimasta in piedi allora, avevo mal di gambe

e sono rimasta a vedere le altre gare. Una bella

giornata».

Hai oenuto tanti record in carriera: sei la

migliore al mondo nei 5.000 metri piani

all’aperto

«Devo dire che ci sono dei record, che prima o poi

verranno battuti. Quello che poi vorrei fare è vincere

una medaglia importante».

Allora, ecco le Olimpiadi.

«Non dico niente per scaramanzia. Ho fatto il tempo

sulla 20 km per la qualifica. Non so se la 50 ci sarà a

Tokyo 2020. Non so se il CIO la inserirà. Quest’anno

ho fatto 1h27’ e spero di qualificarmi alla 20. Ho fatto

Londra e Rio. Quella a Tokyo sarebbe la mia terza

partecipazione. E’ già un sogno andare. In gara ognuno

da il massimo, poi si vedrà».

Che cosa di una Olimpiade ti resta nel cuore?

«L’atmosfera. Le Olimpiadi sono magiche. Diverse

anche dal Mondiale. Vedere tutti gli sport e di tutte le

discipline è veramente bello».

Campione

L’angolo del

Quando sono

salita sul podio,

ho cantato l’Inno

italiano con il

cuore. Insieme agli

italiani che erano lì.

Se ci penso ho

i brividi