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ideaSPORT

Luglio 2019

la sua prima

Coppa Europa

. Nella 50 chilometri.

Adora le sfide. Ed aspettava la gara più lunga. Anche

per questo. Testarsi sulla distanza, che pochi anni prima

vedeva protagonisti solo gli uomini. Un esame superato,

in modo eccellente in Lituania, con record personale. E’

orgogliosa di questo: «

Non vorrei sbagliarmi, forse

solo Mennea detiene un primato a livello

europeo, da italiano

». Ci pensa Eleonora

mentre racconta di sé. Riflette e cerca le

risposte, insieme ai lettori di

Idea Sport

.

Un esempio da imitare per lei il grande

Pietro. E in gara c’ha pensato a quelle

parole. La fatica serve per arrivare in

alto. E si ispira a questo pensiero di

Mennea anche in gara. Tanti atleti e

atlete lo fanno. Pietro ha segnato il tempo.

Ha scritto la storia dell’atletica leggera.

E anche Eleonora ne fa parte. Da tanti anni. E i suoi

passi, con un tacco e punta perfetto, lo testimoniano in

modo forte e perentorio. Due

Olimpiadi

per lei.

Londra

2012

e

Rio 2016

. In Inghilterra la gara più bella. Quella

che resta dentro per sempre. Quella che è viva, come

fosse ieri: «

Respiravo quest’atmosfera magica. Me la

porto nel cuore

- dichiara la Giorgi -

partecipavo con

delle atlete che fino a quel momento avevo visto solo in

Pietro Mennea

, uno dei grandi dell’Atletica italiana e

mondiale, nonché co-fondatore delle

FiammeAzzurre

.

Un vanto da imitare e da seguire. Un esempio a cui

ispirarsi in gara: «

La fatica non è mai sprecata. Soffri

ma sogni

». Queste le parole del campione olimpico di

Mosca 1980 sui 200 metri piani. Anche lui nell’atletica

leggera, come Eleonora. E dal 2010 la poliziotta di

Milano veste i colori proprio delle

Fiamme Azzurre

.

Una famiglia militare indispensabile per realizzare tutti

i suoi sogni di campionessa. Ha abituato Eleonora ai

record. Detiene attualmente quello sui 5.000 metri. A

livello mondiale. E ancora nessuno lo ha abbattuto.

20’01’80 all’aperto. Come nei 3.000 metri ha in tasca il

primato iridato indoor con 11’50”08. Come ha raggiunto

il primato nella 20 chilometri. 1:26’17 nel 2015. Detiene

le prime 3 migliori prestazioni italiane di sempre e

ancora sulla 20. Ma non solo. AdAlytus un altro record.

Quello europeo. Prima nel Vecchio Continente. Più su

di tutte. Di 5 chilometri in 5 chilometri. Con 4h04’48”.

E il sogno si è avverato. L’ha cercata quella vittoria in

Coppa Europa. L’ha voluta. Anche se in gara poi tutto è

in divenire: «

Il caldo, il freddo, i crampi, l’alimentazione

durante la gara

- racconta EleonoraAnna -

sono partita

con l’idea di fare questo tempo, ma avevo messo in

conto le difficoltà che avrei potuto incontrare

». E si è

sentita sola la

Giorgi

, nella competizione dello scorso

19 maggio. Ad un certo punto, dopo il ventesimo

chilometro ecco la crisi. A metà gara. Nel percorso a

giro della Coppa Europa, tanta gente a bordo strada ad

incitare e tanti italiani e amici e famigliari

per lei, ma la campionessa europea ha

dovuto provare quella fatica interiore

che è il prezzo della vittoria. Il buio

prima della luce. La paura prima della

gioia smisurata. La notte prima dell’alba.

E’abituata ad allenarsi Eleonora a Milano

con tanti amici. Mai sola al Parco Trenno.

Di 5 chilometri in 5 chilometri. Sola

però, proprio quando mancavano ancora

25 km ad Alytus. Il prezzo anche quello

di chi corre. Di chi marcia più veloce di tutti. Del

talento che l’atleta delle

Fiamme Azzurre

ha nelle

gambe. Come si fa allora ad andare oltre? Come ad

intermittenza la gara, racconta Eleonora. Come se la

luce si fosse spenta e avesse acceso il pilota automatico.

Ha resettato la mente in quel momento e ha fatto

attenzione solo alle gambe e a quella volontà incrollabile

che ha portato la Giorgi campionessa europea, ad alzare

Testarsi sulla

distanza, chepochi

anni prima vedeva

protagonisti sologli

uomini. Un esame

superato, inmodo

eccellente in Lituania,

con recordpersonale

Campione

L’angolo del