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male, non l’avrei finita. Stanchezza mentale. Non ero

abituata ad affrontare una gara così lunga. Andavo

ogni 5 chilometri. Ai 30, dovevo arrivare ai 35. E così

via fino ai 50. Vedevo la fine del percorso... quindi

(ride). C’erano i miei genitori e tanti italiani che mi

facevano il tifo. Mi hanno aiutata tanto. Mi hanno

sostenuta. La gara è passata relativamente in fretta. A

parte in un’ora in cui non ricordo cosa sia successo...

non so come mai. E’ come se avessi inserito il pilota

automatico. E’ stranissimo. Non me lo so spiegare».

Può succedere questo in gara?

«Andavo veloce, ma non tantissimo.

Non ho esperienza nella 50 km. Mi

hanno detto che quando una persona

comincia a rallentare significa che ha

finito gli zuccheri e non può andare

avanti. Il mio allenatore si era

preoccupato a bordo pista.. aveva visto

che avevo rallentato. Però nel chilometro

più lento ho fatto 5’05... quindi poi in

fondo, non tanto lento... non saprei. A me è capitato

così. Sono riuscita a mantenere un buon ritmo. Ho visto

che la spagnola stava rientrando e ho pensato che avrei

dovuto aumentare di nuovo il mio ritmo. Voleva

certamente vincerla. Ho tirato fuori la grinta».

E’ una strategia che avete adoato: di 5 in 5 km

«Mi alleno al Parco Trenno a Milano. Faccio di 5 in 5

chilometri. Non so in che modo lo facciano gli altri atleti.

Io faccio così. Non so quale strategia utilizzino. Prima di

Eleonoraèarrivato il successo inCoppaEuropa: primo

titolo continentale. E prima volta anche per la 50 km

in competizione. Quali sono le tue considerazioni?

«La 50 chilometri è una specialità nuova per le donne.

Lo è a livello internazionale. Mondiali ed Europei, solo

dal 2016. E’una disciplina relativamente nuova.All’inizio

c’erano poche donne che la praticavano, in Coppa

Europa invece eravamo più di 30 atlete. Un bel numero

sostanzioso. La cinese

Liu Hong

ha riscritto il record

del mondo che è di 3h59’15”. Secondo me scendere

sotto il muro delle 4 ore è un tempo davvero forte. Lo

fanno gli uomini e pensare che anche noi

donne ci riusciamo, mi riempie di orgoglio.

Non capisco perché non è stata inserita

prima questa distanza per noi».

Hai registrato4h04’48” in cronometro.

4 minuti da abbaere ora…

«Era la mia prima 50. Non sapevo o

cosa aspettarmi. Tutti l’avevano già fatta.

Una gara lunga, può succedere di tutto. Il

caldo, il freddo, i crampi, l’alimentazione durante la

gara... io sono partita con l’idea di fare questo tempo,

ma avevo messo in conto le difficoltà che avrei potuto

incontrare. Non si è mai sicuri, fino all’ultimo. Il mio

sogno è quello di abbattere il muro delle 4 ore. Non ai

Mondiali perché farà caldo, magari il prossimo anno».

E’ arrivata la Coppa Europa però.

Com’è andata la gara?

«Ho fatto quasi tutta la gara da sola. Speravo di avere

un po’ di compagnia. Sono abituata ad allenarmi con gli

a altri. Maratone e gare, mi facevano compagnia alcuni

runners. Sui social invito sempre ad allenarsi con me.

Per un saluto e per scambiarci la passione della marcia.

Qualcuno è arrivato a 20. Non ero quasi mai da sola. A

parte i primi 10 chilometri in gara. Ero tre secondi più

veloce io e mi sono staccata. L’ultima parte di gara l’ho

fatta da sola. Sono stata orgogliosa e soddisfatta. Intorno

al 25esimo chilometro e il 35esimo ho accusato un po’

di crisi. Pensavo di essere arrivata a metà gara, ma

mancavano ancora altri 25 chilometri».

E’ dura allora in quel momento proseguire. Cosa hai

pensato, come hai reagito?

«Mentalmente ho suddiviso la gara ogni 5 chilometri.

L’avevo impostata in questo modo. In gara abbiamo

fatto 50 giri da un chilometro. Se fossi stata in

compagnia mi sarebbe passata di più. Non proprio

una vera e propria crisi. Se fossi stata veramente

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Marzo 2019

ideaSPORT

Sui social invito

sempreadallenarsi

conme. Per unsaluto

eper scambiarci la

passionedella

marcia

Campione

L’angolo del