Giacomo Bertagnolli
Giacomo voi date dei messaggi. Cosa senti di
trasmeere grazie al tuo essere uno sportivo ?
«Il mio obiettivo è quello di avvicinarmi il più
possibile alla normalità. Cerco in ogni caso, nello sci
alpino e in tutto quello che faccio, di togliere l’eventuale
differenza rispetto agli altri. Cercando di
essere al pari con essi. Mi riesce bene. E’
proprio quello il mio scopo. Lo sport mi
ha aiutato in questo, con tutte le altre
discipline. Riesco sempre a riconoscere il
mio limite e a superarlo. Riesco e spero di
essere di esempio per tutte le persone con
disabilità e non. Se pratico lo sport a questi
livelli, lo possono fare tutti. E’ un bel
messaggio che sono riuscito a far passare
vincendo, in ogni caso è passato. La gente mi dice:
“Sei grande. Io non riesco neanche a sapere come tu
faccia, io non riesco neanche mettere gli sci”. Basta
provare. Sono felice che le persone me lo dicano
proprio. Mi chiedono il motivo per cui provo a fare
queste cose estreme, io le faccio per me».
Fabrizio Casal
Come mai Fabrizio hai cominciato a praticare lo sci
alpino?
«Personalmente, ero vicino alle piste. E’ stato il
mio papà ad accompagnarmi sugli sci. Mi è cresciuta
la passione semplicemente. Lo sci, come gli altri
sport che pratico, è uno sport che da adrenalina e
divertimento. Tante soddisfazioni. Mi ha insegnato
soprattutto la costanza e l’impegno. Ti da anche un
insegnamento di adattamento alle situazioni. Quando
si perde, ci si rialza sempre».
Giacomo Bertagnolli
E per te com’è stato Giacomo?
«Assolutamente così. E ci si rialza sempre».
n
sempre nella stessa distanza e poi sia io che Giacomo
ci coordiniamo. Per avvicinarci ed allontanarci, quando
c’è bisogno. Acquisti la pratica. E’ lui che sta sugli sci,
quindi...».
GiacomoBertagnolli
E tu Giacomo come vivi questa collaborazione in
gara con Fabrizio? Come ti coordini con il tuo
compagno di squadra?
«Sicuramente deve esserci una buona sintonia. Se ci
sono delle incomprensioni si rischia di fare degli errori
e si mette a rischio il risultato finale della gara. Là
dietro devo stare molto attento a quello che succede
davanti. Nel senso che devo stare attento alla posizione
che ha Fabrizio. Nel senso che se riesco a vedere dove
sta, allora va bene. Lui mi avverte di tutte le caratteristiche
della pista, se sono cambiate rispetto a quello che
avevamo visto in ricognizione. Da dietro, gli devo solo
dire la distanza e cercare di mantenerla la più uniforme
possibile. Se no si rischia di elasticizzare la discesa e
ovviamente la gara non va bene ed è
difficile. E’ una questione di pratica.
Si attivano pian piano le dinamiche».
Fabrizio Casal
Siete affiatati in pista Fabrizio. E
così anche nella vita di tui i
giorni?
«Noi siamo amici anche fuori dalla
pista. Abbiamo i nostri impegni, ma
siamo amici. Ci troviamo. Sicuramente, ciò che di più
grande mi porto a casa, a parte le medaglie e il nostro
successo sportivo, quello del seguito è stato il più
bello. Soprattutto tutti hanno apprezzato quello che
abbiamo fatto. Il presidente Mattarella ha fatto un
lungo discorso quando ci ha accolti. Ci ha rivolto
anche un bel pensiero, è stato molto bello. Anche altre
personalità dello sport ce lo hanno riconosciuto».
9
Marzo 2019
ideaSPORT
Casal: E’ stato
ilmiopapàad
accompagnarmi sugli
sci.Mi ècresciuta
lapassione
semplicemente




