In occasione dell’incontro di Fausto Brizzi con il presidente della Federnuoto Paolo Barelli, per la conferma
dell'appoggio tecnico/organizzativo della FIN come già avvenuto per le fiction "Come un delfino", l’autore e
regista ha avuto uno scambio di opinioni sullo sport con Paolo Borroni, presidente della Confsport Italia.
Brizzi ha da poco pubblicato il romanzo “Cento giorni di felicità”, edito da Einaudi per la collana Stile Libero.
Protagonista della storia è Lucio Battistini, grande appassionato di pallanuoto che scopre di avere tre soli mesi
da vivere: una storia dolceamara che parla di morte, sicuramente, ma soprattutto di vita, amore e amicizia. E
nel libro la pallanuoto gioca un ruolo fondamentale, perché questo nobile sport è il mezzo di cui si serve il
coach Lucio per educare i ragazzi della sua squadra a credere nelle proprie potenzialità e impegnarsi sempre
al massimo, senza badare tanto al risultato della partita, quanto piuttosto allo sforzo da compiere per dare il
meglio di sé. Un invito, insomma, a spendere bene i giorni che rimangono, anche senza conoscerne in anticipo
l’epilogo. Per non permettere all’illusione di essere immortali di farci dimenticare di vivere la vita fino in
fondo. "Cento giorni di felicità" parla di voglia di vivere, della necessità di mettersi in gioco, sempre e
comunque, nonostante racconti gli ultimi cento giorni di vita di un uomo comune, di un coach di pallanuoto
dal cuore grande. Proprio attraverso la pallanuoto Lucio insegna ai suoi ragazzi a credere nelle proprie capacità,
a essere umili e testardi. Cosa faresti se mancassero cento giorni alla tua morte? Non a tutti è concesso di
sapere in anticipo il giorno della propria morte. Lucio Battistini invece lo conosce esattamente. Anzi la data
l'ha fissata proprio lui, quando ha ricevuto la visita di un ospite inatteso e indesiderato, un cancro al fegato
che ha soprannominato, per sdrammatizzare, «l'amico Fritz». Cento giorni di vita prima del traguardo finale.
Cento giorni per scoprire che la vita è buffa e ti sorprende sempre. Cento giorni nei quali Lucio decide di
impegnarsi nella cosa più difficile di tutte: essere felice. Perché, come scriveva Nicolas de
Chamfort, «la più perduta delle giornate è quella in cui non si è riso». Il romanzo
ha conquistato il pubblico italiano, rivelandosi come una delle grandi
sorprese editoriali del 2013, ed è in corso di pubblicazione in 23 paesi,
ma soprattutto diventerà un lungometraggio nel 2015. Consigliamo
a tutti i nostri tesserati e ai membri delle società affiliate di
recarsi in libreria per acquistare una copia di "Cento giorni di
felicità".
La trama
Lucio Battistini, quarantenne ex pallanuotista con moglie e due
figli piccoli, riceve la visita dell’indesiderato e inatteso “amico
Fritz”: un tumore al fegato che gli concede appena cento giorni
di vita. Tre soli mesi per lasciare un bel ricordo ai figli, giocare
con gli amici e riconquistare la moglie, che l’ha lasciato dopo
aver scoperto un suo tradimento. Cento giorni nei quali Lucio
decide di non abbandonarsi alla disperazione e cercare invece,
forse per la prima volta, di obbedire ad un unico dovere: essere
realmente felice. L’inizio del countdown inesorabile e spietato
diventa così occasione di una nuova ripartenza.
Pagine di Sport
FAUSTO BRIZZI
la pallanuoto diventa un film
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