Il giorno 3 dicembre presso la biblioteca di Palazzo Esercito, il Ministro della Difesa e il presidente del Comitato
Italiano Paralimpico Luca Pancalli hanno firmato una lettera d’intenti per promuovere la pratica sportiva quale
elemento di stimolo per il recupero fisico-psicologico del personale della Difesa affetto da disabilità per
incidenti subiti nell’adempimento del proprio dovere.
Con la lettera d’intenti, il CIP e il Ministero della Difesa condividono:
- Il principio che lo sport riveste carattere di fenomeno culturale di grande rilevanza sociale e che, per le insite
implicazioni di carattere educativo, tecnico, sociale e ricreativo, deve essere considerato un vero e proprio
valore fondamentale per l’individuo e la società;
- Lo scopo di individuare le strategie e i mezzi più funzionali ed efficaci per
promuovere l’attività sportiva paralimpica come elemento di stimolo per il
reinserimento sociale e un idoneo recupero del personale della
Difesa affetto da disabilità per incidenti subiti in servizio;
- L’obiettivo di sviluppare un’azione coordinata, nel rispetto
delle specifiche competenze e dei propri ruoli istituzionali,
al fine di promuovere, diffondere e coordinare le attività
sportive per militari disabili, ponendo particolare
riguardo alle attitudini, preferenze e capacità
individuali degli stessi nella fase di avviamento
allo sport. Il CIP e il Ministero della Difesa
intendono collaborare per il conseguimento
delle suddette finalità demandando ad un
Osservatorio composto da quattro
membri, di cui due designati dal CIP
e due designati dal Ministero della
Difesa, senza alcun onere a carico
del bilancio dello Stato. Sarà
compito di quest’organismo
paritetico definire i criteri e le
modalità di accesso del
personale militare con
disabilità alla pratica
sportiva paraolimpica
presso le società affiliate
alle entità riconosciute
dal CIP. L’accordo di
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Il recupero psico-fisico
attraverso lo Sport
Psicologia
Impegnatevi per ottenere ciò di cui avete bisogno, e quando non riuscite a
ottenerlo, ebbene, sorridete e tentate ancora, in un modo diverso.
William Hart (1)