Parlano i protagonisti
Ginnasta bulgara con una
carriera invidiabile alle spalle,
costellata di grandi successi (vanta due
partecipazioni ai Giochi Olimpici
di Barcellona 1992 e Atlanta 1996, tre
medaglie ai Campionati Mondiali e dieci
volte sul podio degli Europei), poi insegnante
richiestissima e molto apprezzata, oltre che giudice
preparata e coscienziosa. Da alcuni mesi Diana Popova è anche
Direttrice Tecnica Regionale della sezione Ginnastica
Ritmica per la Confsport Italia - Marche. La passione per questa
disciplina l’ha portata a ricoprire ruoli diversi nel corso degli anni,
ma tutti accomunati dall’entusiasmo e dalla serietà con cui Diana ha sempre affrontato la vita,
dentro e fuori dalla pedana.
Come ti sei avvicinata alla Ginnastica Ritmica?
«Le insegnanti nel mio paese natale passavano in rassegna tutti gli asili e ci sceglievano in base a determinati
requisiti. Successivamente inviavano una convocazione scritta a casa per le selezioni. Di seicento candidate
rimanemmo in trenta. Avevo quattro anni».
Per quanto tempo hai praticato questo sport? Cosa ti piaceva e cosa no?
«Ho praticato la ritmica fino a vent’anni come agonista. Ero innamorata delle campionesse bulgare, che in
quegli anni erano più famose dei calciatori. Una cosa che non mi piaceva era il modo di giudicare».
Preferivi gareggiare a squadra o come individualista? E con quali attrezzi?
«Da piccola ho fatto la squadra con notevoli risultati, dopo sono stata scelta come individualista per la
Nazionale. Attrezzi? Tutti! Ma i miei preferiti erano fune e nastro».
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Norcia (PG), Campionato a Squadra di Specialità