Una vita per la Ritmica:
DIANA POPOVA
Quanto è più difficile preparare un
esercizio di squadra?
«Il problema in un esercizio di squadra è
riuscire a coordinare le ginnaste, creare
un’armonia bella da vedere con più
elementi presenti in pedana».
Come ti sembra il contesto attuale
della ginnastica ritmica in Italia?
Hai riscontrato delle differenze con
quello della Bulgaria?
E fra gli anni Novanta e oggi?
«La Nazionale italiana lavora molto
bene, le ragazze sono fantastiche ed io
ammiro il lavoro dell’insegnante
Emanuela Maccarani. Negli anni
Novanta anche noi in Bulgaria ci
allenavamo così, perché solo così si
ottengono risultati».
Cosa ricordi delle partecipazioni ai
Giochi Olimpici, ai Mondiali e ai
Campionati Europei? Quali sono state
le tue emozioni maggiori? Quali le
delusioni più cocenti?
«Per questa domanda potrei scrivere un
libro. Tante emozioni, tante delusioni;
eravamo solo bambine, ma caricate con
responsabilità enormi, visto che
dovevamo rappresentare una nazione da
sempre antagonista alla Russia, che a
differenza di noi aveva ed ha tuttora un
vivaio di ginnaste enorme rispetto alla
Bulgaria».
Che effetto ti faceva il confronto con
realtà così diverse e lontane dalla tua?
«Grazie alla ritmica mi si è aperto il
mondo, nel vero senso della parola: sono
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