Il Pentathlon
moderno
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Spoome Week
Il Pentathlon nasce come disciplina sportiva nell’antica Grecia, diventando la gara principe degli antichi Giochi
Olimpici. I pentatleti di quel tempo erano considerati alla stregua degli dei, e si affrontavano nelle cinque
prove di corsa, salto in lungo, lancio del disco, lancio del giavellotto e lotta.
Il pentathlon dei nostri giorni nasce, invece, da un’idea del padre dei giochi olimpici moderni, il Barone Pierre
De Coubertin che, incline alla classicità e ai fasti di quella cultura sportiva di un tempo, lo concepì e lo
introdusse per la prima volta nel programma a cinque cerchi, alle Olimpiadi di Stoccolma del 1912. Le cinque
discipline reinventate da De Coubertin sono la scherma, il nuoto, il tiro con la pistola, l’equitazione e la corsa.
Si tramanda che derivino da una romantica leggenda in base alla quale il pentatleta moderno reincarna la figura
di un messaggero napoleonico che, durante la guerra, dal campo di battaglia si trova a dover consegnare un
messaggio a corte affrontando il nemico di cui prima abbatte il cavallo, costringendolo a difendersi con la
spada e con la pistola, in seguito deve nuotare attraverso un fiume per raggiungere la riva opposta e infine
corre fino al luogo di consegna del messaggio.
Per questo, il pentatleta è stato da sempre considerato l’atleta perfetto, lo stesso Aristotele lo definiva tale, per
quanto nel suo corpo forza, destrezza, resistenza, agilità, concentrazione e intelligenza tattica si mescolano in
un mix perfetto. Negli anni, la disciplina si è evoluta nei regolamenti e nelle distanze di gara, cercando di
diventare sempre più avvincente e quindi adattabile alle esigenze mediatiche e commerciali dei nostri tempi.
Oggi, la gara di pentathlon si svolge in un solo giorno.
Si parte con la specialità della spada nella scherma in cui gli atleti si incontrano in un round robin all’italiana
in assalti a una stoccata. Chi vince il 70% degli assalti disputati, conquista 1000 punti pentathlon; ogni vittoria
in più o in meno vale 24 punti. Nel nuoto, gli atleti si sfidano nei 200 stile libero, il tempo di 2’20″ corrisponde
a 1000 punti, mentre ogni mezzo secondo accresce o diminuisce il punteggio di 4 unità. La terza prova è
l’equitazione, un percorso a ostacoli di 15 salti da 120 centimetri d’altezza da completare con cavalli sorteggiati
prima della gara dopo un periodo di venti minuti di riscaldamento in cui i pentatleti devono riuscire a ricreare
la giusta simbiosi ed armonia con l’equino. Un percorso
netto sugli ostacoli e nel tempo attribuisce 1200 punti
all’atleta; ogni errore, abbattimento o rifiuto costa ben
40 punti. Dal 2009, la prova conclusiva, quella del
Combined Event, sostituisce e accorpa le discipline del
tiro a segno e della corsa campestre (che prima si
disputavano singolarmente), in un’unica prova senza
soluzione di continuità con gli atleti che devono centrare
nel minor tempo possibile 5 volte il bersaglio posto a 10
metri in quattro serie intervallate da 800 metri di corsa.
L’arma utilizzata non è più la pistola a fuoco utilizzata
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