collaborazione, che ha validità annuale, sarà tacitamente rinnovato per pari durata nell’ambito del presente
quadriennio paralimpico. La firma è avvenuta alla presenza del presidente del Comitato Olimpico Nazionale
Italiano (CONI), Giovanni Malagò, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Luigi Binelli
Mantelli, e di alcuni atleti militari ai quali il percorso riabilitativo sportivo intrapreso ha permesso di diventare
campioni paraolimpici. In sala erano presenti: operatori dei media; rappresentanti delle Forze Armate e Corpi
Armati dello Stato; il Tenente Colonnello Iannuzzi, Ufficiale dell’Aeronautica in servizio presso l’Ufficio sport
dello Stato Maggiore della Difesa, responsabile della Sezione promozione e sviluppo pratica sportiva personale
disabile della Difesa, con un’esperienza sportiva paraolimpica importante alle spalle avendo praticato il nuoto
a livello europeo e mondiale; il Tenente Colonnello Tommasulo, Ufficiale dell’Aeronautica Militare, pratica
nuoto; e anche psicologi dello sport e fisioterapisti. Il Ministro si è soffermato sull’importanza del desiderio,
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che permette di andare avanti nella vita e mobilitare le energie, le forze per
raggiungere i propri obiettivi nonostante impedimenti ed ostacoli. Nella
Giornata Internazionale della disabilità, Luca Pancalli afferma che lo sport
saprà restituire a questi ragazzi quello che almeno in parte hanno perso: “Ci
sorprendiamo ad apprendere che anche i disabili praticano sport, abbiamo
difficoltà ad immaginare come possano fare a superare le proprie disabilità
per praticare un determinato sport, per esempio il calcio praticato dai non
vedenti, oppure il basket in carrozzina, eppure il disabile riesce ad eccellere
nello sport, ed è anche determinato nei suoi obiettivi, riesce ad ottenere i
successi prefissati grazie alla sua capacità, alla sua determinazione, alla sua
voglia di emergere, di stare con gli altri, di dimostrare il suo valore, di
riscattarsi, comunque tutte motivazioni che si riscontrano negli sportivi non
disabili, e succede che anche alcuni atleti disabili facciano uso di sostanze
dopanti, così come molti atleti disabili mostrino il loro fairplay come il
pluricampione Alex Zanardi, che è un esempio per tutti”(2). Il movimento
paraolimpico italiano ha mosso i primi passi negli anni che precedono i
primi Giochi Paralimpici Estivi di Roma 1960, quando presso il Centro
Paraplegici di Ostia dell’INAIL Antonio Maglio diede i natali alla
sport-terapia in Italia, alla stregua di quanto fatto dal professor Guttman in
Gran Bretagna con i reduci della II Guerra Mondiale. Il prof. Maglio
introdusse le attività fisiche attraverso numerose discipline sportive,
utilizzando lo spirito agonistico quale stimolo a reagire e ritrovare le proprie
abilità. Grazie al riconoscimento da parte dello Stato con la Legge 189 del
15 luglio 2013 e il successivo Decreto attuativo della Presidenza del
Consiglio dei Ministri del 18 aprile 2004, il CIP ha assunto il ruolo di
Confederazione delle Federazioni e Discipline Sportive Paralimpiche (per
persone disabili), sia a livello centrale che territoriale, alla stregua del CONI
per lo sport olimpico (per normodotati), mantenendo il compito di
riconoscere qualunque organizzazione sportiva per disabili sul territorio
nazionale e di garantire la massima diffusione dell’idea paralimpica ed il
più proficuo avviamento alla pratica sportiva delle persone disabili, in stretta
collaborazione con il CONI stesso. Luca Pancalli: “Il movimento
paralimpico italiano è un pianeta fatto di protagonisti straordinari, di storie
meravigliose, di emozioni pazzesche, di gioie e delusioni, di sogni che
diventano splendide realtà. Un mondo da conoscere, da vivere, una
dimensione in cui investire entusiasmo e passione, con la certezza di chi
crede che lo sport è uno soltanto. E non ammette differenze.” L’idea di
incentivare nell’ambito della Difesa la pratica di attività sportive da parte
di coloro che hanno acquisito disabilità è nata anche a seguito di precedenti
esperienze militari internazionali, sviluppate da Paesi fortemente impegnati
nel settore del sostegno al personale con disabilità (injured soldiers and
veterans) - per esempio da Stati Uniti d’America e Gran Bretagna - che
hanno dato risultati altamente positivi, sino a portare alcuni militari a
competere nel campo paraolimpico al massimo livello, rappresentato
attualmente dai giochi Paraolimpici estivi e invernali. Sulla base di questi