mondiale, divenendo l’atleta delle Fiamme Oro più famoso e “il poliziotto
più rapido del mondo” per i cronisti sportivi. Pioniere di uno sport
redditizio negli anni successivi quale il pugilato, Giulio Saraudi vinse il
bronzo a Roma 1960, in una competizione in cui l’oro andò a Cassius Clay.
Sicuramente è rimasta nella memoria la prestazione dei nostri azzurri del
Settebello di Pallanuoto, che vinsero l’oro in quell’edizione indimenticabile
dei Giochi. Tra loro ricordiamo quattro appartenenti ai colori cremisi e oro,
entrati nella storia di questo sport: Giuseppe D’Altrui, Dario Bardi,
Brunello Spinelli e Amedeo Ambron.
È indicativo che vittorie così importanti siano giunte da atleti nati e
cresciuti sotto la spada del leone, inciso nello stemma dei Gruppi Sportivi
su sfondo color rosso vivo e adornato da fasce blu dorate, derivante dal
simbolo della Polizia di Stato: segno di orgoglio per la pratica dello sport
da parte di quest’associazione che elargisce benefici al movimento italiano
ed internazionale. La volontà di accrescere atleti di tale livello agonistico
sotto i suoi colori premia nel tempo e l’ha fatto fino a oggi, quando
troviamo nomi di assoluto pregio nelle sue fila, tutti campioni che hanno
segnato la storia dello sport italiano con le loro gesta. Dunque, in filosofia
del motto della Polizia di Stato “Sube Lege Libertas”, grazie a questa
libertà data in eredità a uomini e donne delle Fiamme Oro col dono naturale
di poter esprimere il proprio talento sportivo, condito dal merito e dalla
serietà di questa organizzazione plurititolata, si sono ripartiti negli ultimi
60 anni successi olimpici, mondiali ed europei che hanno premiato il lavoro
dedito e competente dei nove centri dislocati in tutta Italia.
Per quanto riguarda le Olimpiadi, se volgiamo uno sguardo attento a quelle
più recenti di Pechino e Londra, possiamo ritrovare momenti fondamentali
come la vittoria dorata di Roberto Cammarelle nel pugilato, con l’inno di
Mameli a chiudere in bellezza la trasferta cinese, uno scorcio storico da
incorniciare per la già titolata divisa cremisi e oro. Di 28 medaglie portate
a casa dall’Italia, tre degli otto ori tricolori complessivi furono targati
Fiamme Oro, così come due argenti e due bronzi. Grazie al contributo della
Polizia di Stato, l’Italia a Pechino terminò le gare con impegno e dedizione,
classificandosi nona nel ranking finale. Non possiamo certo dimenticare
le vittorie prestigiose di Valentina Vezzali in quelle Olimpiadi del boom
economico asiatico: la regina del fioretto nazionale vinse un oro
nell’individuale e un bronzo a squadre che contribuirono a permetterle poi
di essere l’Alfiera della spedizione italiana a Londra 2012. Andrea
10
Minguzzi incrementò gli ori della Polizia nella
Lotta greco-romana, raggiungendo il podio più alto
dopo vent’anni. Con Francesco D’Aniello nel Tiro
a Volo e nel Pugilato con il peso massimo
Clemente Russo, che in quell’epoca vestiva la
divisa delle Fiamme Oro, il medagliere italiano si
arricchì di due argenti. Insieme a Russo e
Cammarelle, Vincenzo Picardi aggiunse un
bronzo alla boxe cremisi e oro nella
categoria dei 51 kg. Ai Giochi di Pechino
parteciparono diciannove atleti delle
Fiamme Oro, ai successivi di Londra se ne
aggiunsero dieci e vinsero sette medaglie:
nella Scherma confermarono il loro valore
assoluto Valentina Vezzali ed Elisa Di
Francisca, rispettivamente oro e bronzo nel
fioretto individuale, più un altro per la
1,2,3,4,5,6,7,8,9 11,12,13,14,15,16,17,18,19,20,...52