L’Angolo del Campione
L’abbiamo visto, non molto tempo fa, nel reality
show Pechino Express 2, in coppia con l’ormai
amico Massimiliano Rosolino.
Marco Maddaloni, protagonista indiscusso del
tatami, ha potuto dimostrare, grazie a questa
esperienza televisiva, di che pasta è fatto. Certo è
che gli appassionati del judo non avevano bisogno
di vederlo in tv per apprezzare le sue qualità, ma il
grande pubblico forse necessitava di una spinta per
accorgersi di un ragazzo con tanto carattere, quanto
cuore.
Marco Maddaloni è oggi uno dei nomi più
apprezzati nel judo, ma il suo percorso sportivo non
è stato privo di insidie. In questa chiacchierata ci
racconta quali sono state le fasi più delicate della
sua vita sportiva senza tralasciare il sogno che segue
ormai da anni e che sembra sempre più vicino: le
Olimpiadi.
Vista la tradizione familiare nel judo, da piccolo,
ti sei sentito di non avere scampo nella scelta
dello sport?
«Diciamo che quando ho cominciato a capire
qualcosa ero già sul tatami, quindi non è stata una
scelta fatta da me, ma sai, per quanto non sia uno
sport frequentatissimo in Italia e i guadagni non
siano importanti, il judo ti forma completamente e
ti prepara alla vita. No, non ho avuto molta scelta,
ma è stata comunque la scelta migliore».
Se non avessi fatto il judo, a quale altro sport ti
saresti avvicinato?
«Per i guadagni e la popolarità il calcio, per
l’individualità il judo. Diciamo che avrei volentieri
unito le due cose. Sono innamorato del mio sport,
però mi piace il contorno del calcio».
Cosa rappresenta per te la palestra di tuo padre?
«Per me è un tempio. È un’officina dove vado a
riparare la macchina quando ne ha bisogno. Il calore
che trovo lì dentro è indescrivibile. Quando entro, i
bambini interrompono l’allenamento per venire a
salutarmi. Se devo pensare ad una cosa molto bella,
mi viene in mente la palestra di mio padre».
È duro reggere il confronto con i tuoi fratelli?
«Non c’è mai stata invidia tra di noi. Anzi, per me
loro sono stati sempre dei fari che illuminavano la
strada da percorrere. Vedevo nei loro traguardi i
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