sono sempre andato avanti, anche quando la vita
mi remava contro».
Ad un certo punto ti vediamo nel programma
di Rai Due Pechino Express 2, in coppia con
Massimiliano Rosolino. Hai accettato subito la
proposta quando è arrivata?
«Tempo di chiedere alla mia ragazza se era
d’accordo ed ho accettato immediatamente.
Questo perché al principio dovevamo fare questa
esperienza insieme, poi ci sono stati problemi ed
hanno chiamato solo me, quindi per rispetto ho
aspettato di dirlo a lei».
Che rapporto hai maturato con Massimiliano?
«Siamo due amiconi. Ci vediamo poco perché lui
ovviamente ha una famiglia da portare avanti, due
bambini e poi abita a Roma, però ci teniamo in
costante contatto».
Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
«Un amico, Massimiliano. Mi ha dato la
possibilità di far conoscere me e il mio sport a
tantissimi italiani. E poi la dignità che queste
popolazioni mantengono intatta, nonostante non
hanno niente».
Hai dichiarato che prima di questo reality non
ti cercava nessuno, mentre ora tutti ti vogliono.
Parliamo ovviamente di chi fa informazione. Come vivi questa nuova notorietà?
«Con enorme piacere, perché finalmente le persone mi possono guardare come il judoka che per vent’anni ha
praticato questo sport ed ha raggiunto risultati importanti».
Chi è oggi Marco Maddaloni?
«Lo stesso che ha messo i piedi sul tatami a due anni e mezzo. Conservo lo stesso spirito e la stessa voglia di
fare».
Se dovessi dare un consiglio ad un giovane che ha deciso di intraprendere seriamente il judo, quale
sarebbe?
«Lavorare tanto e fare le cose con il cuore, perché con il solo talento non vai da nessuna parte».
(di Arianna Landi)
7
Marco insieme al padre Giovanni Maddaloni