Queste responsabilità di cui sei stato
investito, di portare a casa vittorie e
medaglie, le hai vissute come un
fardello da portare sulle spalle o come
motivazione per andare avanti?
«Per me non sono mai state responsabilità,
li ho sempre vissuti come gesti di
affetto nei miei confronti. È come un
riconoscimento delle mie capacità: se
loro pensano che io possa arrivare a
raggiungere un traguardo, perché non ci
devo credere io?».
Ad oggi, se ti guardi indietro, rifaresti
tutto quello che hai fatto?
«Ne parlo spesso con la mia ragazza,
perché l’ho conosciuta in quel periodo non
particolarmente felice della mia vita, e le
dico che tutto quello che ho fatto mi ha
comunque portato ad essere quello che
sono e a conoscere lei. E, come dice Carlo
Verdone in “Manuale d’amore”, ne è valsa
la pena!».
Cosa ti ha dato questo sport?
«Mi ha dato la maturità per affrontare la
vita, la carica giusta per non mollare mai».
Quanto sono nei tuoi pensieri le
Olimpiadi di Rio 2016?
«Questo quadriennio vivrò per questo,
anche i sogni saranno dedicati alle
Olimpiadi».
A chi devi i tuoi successi sportivi?
«Ci sarebbero troppe persone da
ringraziare, tutta la famiglia intendo, ma
soprattutto me che non ho mai mollato e
L’Angolo del Campione
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